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La Tecnogeo è un'azienda all'avanguardia nel settore delle prospezioni
geofisiche e propone metodologie di indagine che forniscono utili informazioni
per adeguare la progettazione alla nuova normativa antisismica.
Tra i metodi di indagine per la caratterizzazione sismica, la tomografia
risulta essere quello più versatile; infatti, oltre alla determinazione delle
velocità delle onde di compressione Vp e di taglio Vs e dei parametri elastici
del terreno, esso fornisce indicazioni di display sull'assetto stratigrafico
del sottosuolo, permettendo di ottenere valide indicazioni circa le
caratteristiche geologiche e geologico-strutturali del sottosuolo difficilmente
individuabili con altre tipologie di indagine.
Le strumentazioni utilizzate dalla Tecnogeo per le misure geofisiche sono di
recente concezione, tecnologicamente all'avanguardia e di elevata qualità ed
affidabilità.
L'unità di acquisizione dati è costituita da uno o più moduli sismici GeodeTM
della Geometrics collegati in serie ed interfacciati ad un computer portatile
tramite il software dedicato SGOS. Ad ogni Geode, per una indagine sismica,
possono essere collegati fino a 24 geofoni, la cui disposizione lungo lo
stendimento contribuisce a determinare la profondità d'indagine massima
raggiungibile, contestualmente alle caratteristiche litologiche, morfologiche e
strutturali dei terreni attraversati ed al numero di energizzazioni lungo il
profilo.
L'esperienza maturata dalla Tecnogeo nel corso degli anni, ha fatto preferire,
fra i vari metodi di interpretazione delle indagini sismiche a rifrazione,
quello che permette la restituzione di una tomografia sismica. Tale tipo di
restituzione si è rivelata uno strumento di elevata precisione ed eccellente
per l'individuazione di strutture geologiche sepolte, siano esse strutture
tettoniche, sedimentarie od antiche aree di frana.
La precisione e l'affidabilità di questa tipologia di indagine ha, in molti
casi, contribuito in maniera preponderante alla comprensione dell'assetto
geologico del sottosuolo.
La
figura 1 si riferisce ad una indagine effettuata lungo un versante
poco acclive, di natura limoso-argillosa, nel comune di Reino (BN).
Lo stendimento ha una lunghezza complessiva di 125 m. Sono stati utilizzati 24
geofoni verticali con frequenza di risonanza di 14 Hz, disposti con distanza
intergeofonica di 5 metri e sono state effettuate 5 energizzazioni lungo il
profilo.
Dalla interpretazione della tomografia è stata individuata una fascia di
terreno a bassa velocità delle Vp, limitata agli strati più superficiali, la
quale è la probabile riattivazione di parte di una frana più antica con
superficie di distacco più profonda (a circa 7-8 m), anch'essa visibile in
sezione.
La
figura 2 si riferisce ad una tomografia sismica effettuata nel
comune di Gioi Cilento (SA), nell'ambito di un progetto per la realizzazione di
una strada di collegamento intercomunale. Sono stati utilizzati 24 geofoni
verticali con frequenza di risonanza di 14 Hz, disposti con distanza
intergeofonica di 5 metri e sono state effettuate 5 energizzazioni lungo il
profilo.
In una fase preliminare di rilevamento geologico, era stata individuata una
faglia presunta che interessava parte del tracciato stradale. Lo stendimento di
tomografia sismica è stato realizzato ortogonalmente alla traccia della faglia.
Per ottenere elementi stratigrafici da indagini dirette e verificarne
l'effettiva presenza, sono stati realizzati due sondaggi geognostici ai margini
dello stendimento. L'indagine ha confermato la presenza di una faglia sepolta,
a circa 15 metri di profondità dal piano campagna. Sulla base della tomografia
sismica e dai dati litologici ricavati dai due sondaggi geognostici, è stata
realizzata una sezione geologica esplicativa, nella quale sono ben evidenziati
i lineamenti tettonici sepolti che hanno interessato il complesso litoide di
natura arenitica.
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